Matteo Berrettini torna agli Internazionali BNL d’Italia con il desiderio di godersi Roma, il torneo di casa e un pubblico che per lui pesa più di qualunque tabellone.
Il tennista romano arriva al Foro Italico con sensazioni migliori rispetto alle settimane precedenti e con la voglia di trasformare l’energia del pubblico in una spinta positiva. Per lui non è una tappa qualunque del calendario, ma il luogo in cui il tennis si intreccia con ricordi, famiglia e identità.
Alla vigilia dell’esordio, Berrettini ha spiegato di sentirsi competitivo dopo i segnali raccolti tra Madrid e Cagliari. Il percorso degli ultimi anni, segnato da problemi fisici e ripartenze faticose, lo ha portato anche a cambiare approccio. Non meno ambizione, ma un modo diverso di vivere pressione, risultati e aspettative. Il vecchio atteggiamento, ha raccontato, lo stava portando su una strada poco sana per corpo e mente.
Roma come spinta, non come peso
Il tema più forte resta il rapporto con Roma. Berrettini ha chiarito che giocare al Foro Italico non potrà mai diventare un peso: se accadesse, sarebbe forse il segnale che qualcosa si è rotto davvero. Da bambino sognava questo torneo, oggi lo affronta con più esperienza e con una consapevolezza diversa. Il pubblico romano può aumentare le aspettative, ma per lui resta soprattutto una fonte di energia.
Nel suo racconto c’è anche il desiderio di recuperare una parte più istintiva del proprio tennis. Dopo anni di grande esposizione, infortuni e rientri complicati, Berrettini cerca una leggerezza nuova, senza perdere intensità. Il riferimento alla finale di Wimbledon del 2021 torna come memoria di ciò che è stato, ma anche come traccia di un tennis che vuole ritrovare naturalezza, aggressività e fiducia nei momenti importanti.
Il tabellone e il possibile incrocio con Sinner
Il cammino romano comincia contro Alexei Popyrin, avversario potente e pericoloso, ma già affrontato più volte in carriera. In caso di vittoria, Berrettini troverebbe il ceco Jakub Mensik, uno dei giovani più interessanti del circuito. Più avanti potrebbe arrivare un incrocio tutto italiano con Jannik Sinner, scenario che accenderebbe immediatamente l’attenzione del Foro Italico e di tutto il tennis nazionale.
Proprio parlando di Sinner, Berrettini ha usato parole di grande rispetto. Ha ricordato un allenamento a Montecarlo, quando intuì che l’altoatesino sarebbe diventato fortissimo, e ha sottolineato quanto la sua crescita dipenda non solo dal tennis ma anche dalla testa. La dedizione, la capacità di lavorare in silenzio e di andare avanti nei momenti complicati sono, per Berrettini, i tratti che distinguono un campione vero.
In questa nuova presenza agli Internazionali, Berrettini porta con sé anche il legame con il fratello, figura centrale nei momenti più difficili. Roma diventa così molto più di un torneo: è un banco di prova tecnico, emotivo e personale. Il risultato conterà, come sempre, ma la sensazione è che per Berrettini il primo obiettivo sia tornare a sentirsi pienamente dentro il proprio tennis, davanti alla gente che lo ha visto crescere.




