La parola scandalo probabilmente è quella che molti tifosi Ferrari stanno usando in queste ore. A Maranello invece i toni sono diversi, più misurati almeno pubblicamente, ma il fastidio è evidente. Perché la Ferrari ritiene di essere stata penalizzata da una modifica regolamentare arrivata dopo aver fatto precise scelte tecniche sul progetto 2026.
La discussione riguarda le procedure di partenza e il modo in cui la FIA ha deciso di intervenire su un problema emerso con le nuove monoposto. Tutto nasce dalla scomparsa dell’MGU-H, elemento che in passato aiutava a limitare il turbo-lag.
Tradotto: il ritardo nella risposta del motore quando il pilota accelera. Un dettaglio tecnico che però in Formula 1 può valere metri, posizioni e gare intere. Ferrari quel problema aveva deciso di affrontarlo in anticipo.
Ferrari, la rabbia di Vasseur
La squadra di Maranello aveva progettato una power unit con caratteristiche differenti rispetto ad altri costruttori, scegliendo una turbina più compatta per migliorare la risposta nelle partenze. Una soluzione che comportava compromessi, perché in Formula 1 nulla arriva gratis: guadagni da una parte e perdi qualcosa dall’altra.

Vasseur si scaglia contro la Fia (Instagram Charles Leclerc) – Sgagymnasium-treviso.it
Ed è proprio questo il punto che ha fatto arrabbiare Frederic Vasseur. Il team principal Ferrari ha spiegato con parole piuttosto dirette: “Quello che è successo è ingiusto nei confronti della Ferrari, le altre squadre non sono state corrette”.
“Il compromesso era: vogliamo guadagnare un decimo sul giro o perdere cinque posizioni al via? La risposta degli ingegneri è stata chiara fin da subito: meglio avere una buona partenza”. Una scelta vanificata dalla modifica al regolamento.
Dietro questa polemica c’è un discorso che nel paddock pesa parecchio. Le squadre progettano le monoposto mesi prima, investono risorse enormi, prendono decisioni che influenzano tutta la stagione. Se il quadro cambia a lavori quasi completati, chi aveva letto meglio il regolamento può sentirsi danneggiato.
La sensazione da fuori è che Ferrari abbia visto nascere un vantaggio e poi abbia avuto paura di vederselo ridurre strada facendo. Chi segue la Formula 1 da anni sa che storie del genere non iniziano e finiscono con una questione tecnica. Dietro c’è anche la politica del paddock.
Perché quando emergono differenze troppo evidenti tra un progetto e un altro, la FIA spesso entra per trovare equilibrio o risolvere questioni di sicurezza. Ferrari però sostiene di aver semplicemente interpretato meglio il regolamento.
Ed è probabilmente questo il punto che continua a fare rumore: a Maranello pensano di aver trovato una soluzione. Adesso hanno la sensazione che qualcuno stia cambiando il problema.








