Jannik Sinner dopo la vittoria su Pellegrino si è soffermato anche su Adriano Panatta e non si è potuto nascondere
Jannik Sinner continua a vincere e ormai anche il tennis italiano sta iniziando a fare i conti con una realtà abbastanza semplice: il numero 1 al mondo è il migliore della storia.
Agli Internazionali d’Italia il numero uno azzurro si è preso anche i quarti di finale e lo ha fatto nel suo modo. Senza eccessi, senza sceneggiate, quasi senza cambiare espressione. Però intanto continua ad accumulare risultati, continuità e soprattutto una sensazione sempre più evidente: questo ragazzo non appartiene più soltanto al tennis italiano. Appartiene a un’altra dimensione. E forse lo sa anche lui.
Dopo la qualificazione ai quarti, Sinner ha parlato del momento che sta vivendo e di come vede evolversi il tennis moderno. “Sta arrivando una nuova generazione, devo capire come evolverà il tennis”, ha spiegato in conferenza stampa.
Il rapporto con Panatta e quel dettaglio che fa discutere
Ma la parte che ha colpito di più tanti tifosi italiani riguarda ancora una volta Adriano Panatta. Sinner infatti ha ammesso candidamente di non aver praticamente visto le partite dell’ex campione azzurro. “Sui social qualche punto del passato ti esce, – ha detto ridendo – ma non ho mai rivisto quelle partite…”
Come pure non ha lesinato un sorriso quando gli è stato chiesto se avesse mai giocato con una racchetta di legno: “Una volta una persona me ne ha regalata una – la sua risposta – ma non so che fine abbia fatto”. Logico che il dibattito si sia acceso, anche perché per decenni Panatta è stato il riferimento assoluto del tennis italiano.
Il punto però è che Sinner sta andando oltre quel confronto quasi senza accorgersene. Non vive di nostalgia, non si porta dietro il peso della storia del tennis italiano. E probabilmente è anche questo che lo rende così diverso da tutti quelli arrivati prima di lui. Non sente il bisogno di misurarsi continuamente con Panatta, con Pietrangeli o con le vecchie epoche. Guarda avanti. Sempre.
La cosa impressionante è che continua a dirlo con una normalità quasi disarmante. “Non gioco per i record”, ha spiegato ancora dopo la vittoria, insistendo sul fatto che il suo obiettivo resta migliorarsi e divertirsi. Eppure i record stanno arrivando lo stesso.
Anche il pubblico ormai lo percepisce in modo diverso. Non più soltanto come il talento italiano che può vincere qualcosa di grande, ma come uno dei riferimenti assoluti del tennis mondiale. Cambia proprio il modo in cui viene guardato.





